Associazione per
l'Insegnamento della Fisica Giochi di Anacleto
DOMANDE E
RISPOSTE 28 Aprile 2005
Soluzioni
Quesito 1 Risposta C
Tutti e tre i
comportamenti sono possibili. Nei casi I e
II la sferetta metallica si carica per induzione: nella zona affacciata
alla
carica inducente si stabilisce una carica opposta a questa e la
sferetta viene
comunque attirata. Nel caso III, due sferette scariche non esercitano
alcuna
forza elettrostatica l'una su l'altra.
Quesito 2 Risposta D
Tutte tre le
situazioni rappresentate sono in disaccordo
con il principio di azione e reazione che dice che in ogni interazione
le forze
che si esercitano tra due corpi hanno intensità e direzione uguali, e
verso
opposto. Il disegno III è sbagliato perché i due vettori rappresentano
forze
con lo stesso verso. Nei disegni II e I, pur avendo verso opposto, i
due
vettori di lunghezze diverse non rappresentano forze di uguale
intensità.
Quesito3 Risposta A
Nella caduta libera,
in condizioni quindi d’assenza di
attrito, gli incrementi delle velocità
in
uguali
intervalli di tempo
sono
uguali nei
limiti in cui si può
ritenere uniforme il campo gravitazionale e quindi g costante, essendo
. Se ad un
certo istante le velocità delle due sfere sono, rispettivamente,
e
, ed è
, dopo un
intervallo di tempo
le
velocità
saranno
e
. Come
appare evidente la differenza fra le velocità delle due sfere non
dipende da
e
rimane costante
e pari a
finché
rimangono ambedue in caduta libera.
Quesito 4 Risposta B
La curva corrente ‑
temperatura è lineare a tratti:
sarà dunque opportuno usare lo strumento in intervalli di temperatura
che
corrispondono ad uno di questi tratti. In tal modo si escludono le
alternative
A e C. Si può inoltre osservare che fra 0°C e ‑ 50 °C la variazione
d’intensità di corrente con la temperatura è molto bassa così da
ridurre la
sensibilità dello strumento, la scelta migliore è l'intervallo di
temperatura
che corrisponde al tratto lineare intermedio.
Quesito 5 Risposta C
Sia spingendo la
palla lungo la rampa che sollevandola
verticalmente si compie sempre lo stesso lavoro:
, dove
è il
peso della
palla,
la
forza media
che la spinge durante la
risalita,
lo
spostamento
verticale dalla base alla
sommità della rampa e
io
spostamento
lungo la rampa, dalla
base alla sua sommità. Nell'equazione dei lavori le forze hanno la
medesima
direzione e il medesimo verso dei corrispondenti spostamenti quindi
e con
i valori
indicati e approssimando
il valore di g a
si
trova
.
Quesito 6 Risposta B
Da quando l'uccello inizia i suoi svolazzi il maratoneta impiega mezz'ora per giungere al traguardo: in questo intervallo di tempo l'uccello percorre 15 km.
Quesito 7 Risposta D
La lampadina dà poca
luce perché riceve una minor potenza
elettrica (
) di quella
prevista per il suo funzionamento dato che ai suoi capi c'è una
differenza di
potenziale inferiore a 9 V. Difatti la tensione di 9 V fornita dalla
batteria
si ripartisce tra gli elementi in serie del circuito: la lampadina L,
il
parallelo delle lampadine colorate e il reostato. Per aumentare la
luminosità
di L occorre aumentare la differenza di potenziale applicata ad essa
così che
si avvicini il più possibile al valore nominale di 9 V, occorre quindi
ridurre
quanto più possibile la caduta di tensione ai capi dei parallelo delle
lampadine
colorate e ai capi dei reostato. La caduta di tensione ai capi di
componenti
collegati in serie è proporzionale alla loro resistenza: dovremo dunque
scegliere opzioni che facciano ridurre la resistenza del parallelo di
lampadine
e (oppure) quella del reostato. L'alternativa D è dunque corretta. Si
scarta
immediatamente l'alternativa A che prevede invece di aumentare la
resistenza
del reostato. Si scarta anche l'alternativa C perché spegnendo una
delle due
lampadine si esclude un ramo del parallelo e la resistenza complessiva
aumenta:
la resistenza di una singola lampadina è maggiore di quella equivalente
al
parallelo, doppia se le lampadine sono uguali. Anche l'alternativa B è
sbagliata perché, spegnendo tutte e due le lampadine, il circuito non è
più chiuso
e la corrente non passa più. Tale argomentazione può essere tradotta in
maniera
più formale nella seguente uguaglianza di rapporti:
dove
,
e
sono
le
resistenze, rispettivamente, del
parallelo, del reostato e della lampadina L,
è la
tensione
fornita dalla pila e
è la
caduta di
potenziale ai capi della
lampadina L. Si ricava
. Appare
evidente che diminuendo le resistenze del parallelo e/o del reostato si
aumenterà la caduta di potenziale ai capi di L.
Quesito 8 Risposta D
Anzitutto nella curva
di riscaldamento si notano due
tratti paralleli all'asse dei tempi che rappresentano processi che
avvengono a
temperatura costante: il solido si è dunque liquefatto in un certo
tempo
, assorbendo
una certa quantità di energia Q,
e,
successivamente, è vaporizzato, in un tempo decisamente minore di
, assorbendo
– visto che il riscaldamento
avviene a ritmo costante – un'energia minore di Q. Poiché la massa m della sostanza rimane costante il calore
latente di
vaporizzazione è minore dei calore latente di fusione e solamente le
alternative B e D possono essere corrette. Osserviamo inoltre che nelle
tre
fasi di riscaldamento, del solido, del liquido e del gas, il grafico ha
andamento lineare ma con. pendenza diversa. Il coefficiente angolare è
dato da
e,
visto che la
durata dei riscaldamento
è proporzionale
al calore scambiato Q,
k è
direttamente proporzionale a
/Q che rappresenta il reciproco della
capacità termica
dei campione di sostanza. Si può concludere che quanto maggiore è la
pendenza
dei grafico tanto minore è la capacità termica, e lo stesso vale per il
calore
specifico essendo costante la massa del campione nelle diverse fasi di
riscaldamento. Nel caso in esame dall'osservazione delle pendenze del
grafico
si deduce che il calore specifico del solido è minore di quello del
liquido che
a sua volta è minore di quello del gas. La sola risposta coerente con
il
grafico è la D.
Quesito 9 Risposta A
Il problema propone
due catene di trasformazioni
energetiche. Nel primo caso c'è una sola trasformazione, la
combustione, e il
calore che ne deriva viene utilizzato, direttamente, per il
riscaldamento. Nel
secondo il calore derivato dalla combustione ha come esito la
trasformazione in
energia meccanica successivamente trasformata in energia elettrica e
trasportata,
tramite la rete elettrica, agli utilizzatori: tutti processi che
comportano la
dissipazione di una parte dell'energia liberata nella combustione e che
non
potrà essere utilizzata dalla stufa elettrica.

Quesito 10 Risposta A
I raggi luminosi
provenienti dalle linee tracciate sulla
carta, passando attraverso la plastica, vengono rifratti due volte.
Nell'uscire
dalla plastica si mantengono paralleli alla direzione iniziale ma
spostati
verso d, alla sinistra
dell'osservatore. Lo spostamento ha la medesima entità per raggi che
provengono
da ciascuna delle due linee e viaggiano nella medesima direzione: per
questo le
linee appariranno comunque alla medesima distanza a cui si vedono
guardandole
direttamente senza interporre il blocchetto di plastica.
Quesito 11
Risposta C
E' esperienza comune
l'osservazione di una molla soggetta
ad effetti gravitazionali che oscilla mentre l'energia potenziale
gravitazionale viene convertita in energia potenziale elastica della
molla
deformata e viceversa. Se gli estremi dei l'oscillazione sì trovano a
distanza,
rispettivamente xi e X2 dall'estremo inferiore della molla non
allungata,
allora, dovendo conservarsi nei punti estremi la somma delle energie
potenziali
gravitazionale ed elastica si avrà:
e quindi
. Semplificandosi
trova che
e
quindi il punto
in cui si dispone
l'estremo della molla allungata dall'azione della massa in equilibrio è
proprio
il centro dell'oscillazione. Il centro dell'oscillazione si trova
quindi sotto
al punto in cui sta l'estremo della molla non allungata. Lo studio
delle
variazioni di energia potenziale in un sistema massa ‑ molla, con la
molla disposta con l'asse verticale costituisce uno degli esperimenti
fondamentali dello storico progetto PSSC per lo studio della scienza
fisica.
Quesito 12
Risposta D
Dalle figure si vede
che l'acqua prima di essere
riscaldata aveva una temperatura
mentre
alla fine
dei processo di
riscaldamento aveva raggiunto la temperatura
con
una
variazione di temperatura
. L'energia
che è stata fornita all'acqua per ottenere tale variazione di
temperatura è
, dove m è la massa d'acqua riscaldata e c il calore di 4,2 J necessario per
riscaldare di
una massa di
1 g d'acqua.
Quesito 13
Risposta C
La quantità d'acqua
che viene riscaldata non influenza la
quantità di energia che viene trasferita all'acqua nel processo di
combustione
dei biscotto: l'alternativa A è da scartare. Da scartare anche
l'alternativa B
perché in assenza d’aria la combustione non avrebbe luogo, e del resto
è
indicato chiaramente in figura l'afflusso dell'aria. L'alternativa D
potrebbe
spiegare una maggiore temperatura se non fosse evidenziato in figura il
miscelatore che consente di effettuare misure di temperatura in
condizioni
dell'acqua vicine all'equilibrio termico. Il fatto invece che la
campana in cui
avviene la combustione sia completamente immersa in acqua consente di
ridurre
le dispersioni di calore.
Quesito 14
Risposta D
Uno specchio piano
genera immagini virtuali degli oggetti
che appaiono alla vista al di là dello specchio ed alla medesima
distanza da
esso di quella a cui si trova l'oggetto stesso. L'oggetto e la sua
immagine
sono simmetrici rispetto al piano dello specchio, quindi, se uno si
pone a 2
metri di distanza dal piano dello specchio la sua immagine appare a 2
metri di
profondità dietro lo specchio, a 4 metri di distanza da chi si sta
specchiando.
Quesito 15
Risposta B
La risultante delle
quattro forze da parte delle cariche
e
su una
carica positiva q in P, ha la stessa direzione e lo stesso verso
dei
vettore campo elettrico in P.
Queste quattro forze hanno tutte la stessa intensità, F, dato che sono uguali i valori assoluti
delle
cariche che interagiscono e anche le loro distanze da P. Nel disegno I le quattro forze su q, tutte repulsive, risultano opposte a due
a due e il
campo elettrico in P è
nullo. Nei
disegni II e III le due forze originate dalle due cariche agli estremi
di
ciascuna diagonale, l'una attrattiva e l'altra repulsiva, risultano
entrambe
dirette da
a
. Sommate,
danno luogo a due forze d’intensità 2 F dirette lungo ciascuna diagonale verso
. La loro
risultante sarà diretta secondo la bisettrice delle due forze, che nel
II
disegno è parallela all'asse y e
nel III disegno è parallela all'asse x.
Quesito 16
Risposta A
Il calore specifico è
dove
è il
calore
scambiato nell'interazione,
la massa e
la
variazione
della sua temperatura. Il
calore specifico dell'acqua nel nuovo sistema di misura sarà dato
quindi da 1
brillig per grammo per grado giubbola. Naturalmente, vista la diversa
scala
delle temperature, un brillig non corrisponde alla stessa quantità di
calore di
una caloria.
Quesito 17
Risposta B
Nella prima parte dei
grafico spazio–tempo il moto è
rappresentato da un andamento
curvilineo concavo verso l'alto, quindi a pendenza crescente. Il
coefficiente
angolare della tangente alla curva dei grafico rappresenta la velocità.
La
pendenza del grafico non costante rivela una variazione della velocità
nel
tempo e la presenza di un'accelerazione nel moto. La parte centrale del
grafico
spazio–tempo è approssimativamente lineare, la pendenza è costante e
quindi la velocità è costante e il moto è uniforme. Nell'ultima parte
il
grafico è una curva con concavità verso il basso. La pendenza è
decrescente e
quindi la velocità è decrescente e il moto decelerato (o, se si
preferisce, con
accelerazione negativa). Soltanto la striscia B presenta un tracciato
che
corrisponde a questo moto, poiché all'inizio vengono percorsi, a parità
di
tempo, tratti sempre più lunghi, nella parte centrale tratti
approssimativamente
congruenti, e alla fine tratti sempre più corti.
Quesito 18
Risposta D
Se l'onda viene
generata facendo oscillare, con una data
frequenza f, un estremo della
corda tesa
la perturbazione si propaga fino alla giunzione dei due tratti che
verrà messa
ìn oscillazione con la medesima frequenza f. Nel secondo tratto si propaga quindi
un'onda che
mantiene la stessa frequenza dell'oscillazione applicata all'estremo
della
corda. La prima affermazione quindi è errata e lo sono di conseguenza
le
alternative A e C. La velocità con cui si propaga un'onda in una corda
tesa
dipende dalla tensione della corda e dalla sua densità lineare. I due
tratti di
corda hanno diversi spessori e quindi diverse densità lineari quindi le
velocità dì propagazione dell'onda nei due tratti sono diverse: le
alternative
B e D contengono dunque un'affermazione corretta. Infine la lunghezza
d'onda è
il prodotto fra la velocità di propagazione dell'onda e il suo periodo
d’oscillazione, dunque cambia nei due tratti di corda perché cambia la
velocità
di propagazione. L'unica alternativa corretta è la D.
Quesito 19
Risposta A
Vista la situazione
iniziale la bottiglia non era stata
completamente riempita d'acqua prima che Lucia la capovolgesse, quindi
una
certa quantità d'aria ha trovato spazio in alto, sul fondo della
bottiglia.
All'equilibrio tutta l'acqua che si trova allo stesso livello è
soggetta alla
medesima pressione, sia che si trovi all'interno che all'esterno della
bottiglia. In particolare, lo strato d'acqua interno alla bottiglia che
si
trova al livello dell'acqua della vaschetta è alla pressione di
un'atmosfera.
All'interno della bottiglia la pressione è dovuta al contributo
dell'aria
imprigionata nella bottiglia e a quello della colonna d'acqua
sottostante.
L'aria nel fondo della bottiglia si troverà ad una pressione quasi
identica a
quella atmosferica poiché la colonna d'acqua – di circa 25 ‑ 30
cm – contenuta nella bottiglia è
una
frazione minima – circa il 2,5% – di quella
che genera la pressione di un'atmosfera. Si può
facilmente mostrare che la pressione atmosferica corrisponde a quella
di una
colonna d'acqua di 10,336 m.
L'acqua nella bottiglia dunque non può scendere perché l'aria sul fondo
della
bottiglia, a temperatura costante, non potrebbe esercitare la pressione
necessaria se aumentasse sensibilmente il proprio volume iniziale. Il
volume
occupato dall'aria nel fondo della bottiglia è di poco superiore a
quello che
mancava al completo riempimento della stessa prima di capovolgerla,
poiché in
quella situazione la pressione dell'aria dentro alla bottiglia era
esattamente
uguale alla pressione atmosferica.
Quesito 20
Risposta D
Il profilo della
guida è curvilineo e in discesa e non
presenta tratti rettilinei o in salita. In questa condizione la
velocità del
carrello aumenta in tutti i punti dei percorso. Nel tratto esaminato
inoltre,
quello finale dei percorso, l'inclinazione decresce continuamente e ne
segue
che l'accelerazione dei carrello diminuisce rimanendo però sempre
positiva. Il
modulo dell'accelerazione a infatti dipende dalla pendenza dei tragitto
secondo
la formula
, con
pari all'angolo
di inclinazione della
superficie e
che
sta ad
indicare l'accelerazione di
gravità: poiché
diminuisce anche
il suo seno diminuisce
e lo stesso vale per l'accelerazione. Il fatto che l'accelerazione, pur
diminuendo rimanga sempre positiva conferma l'affermazione iniziale che
la
velocità aumenta lungo tutto il percorso.
Quesito 21
Risposta B
Sono riportati nella
tabella sottostante i valori della
resistenza presentata dal filamento della lampadina.
|
intensità
di corrente 1
(A) |
differenza
di potenziale V
(Volt) |
resistenza R
( |
|
0,00 |
0,00 |
|
|
0,25 |
0,60 |
2,40 |
|
0,50 |
1,40 |
2,80 |
|
0,75 |
2,40 |
3,20 |
|
1,00 |
4,00 |
4,00 |
|
1,25 |
5,00 |
4,00 |
|
1,50 |
6,00 |
4,00 |
|
1,75 |
9,00 |
5,14 |
|
2,00 |
12,00 |
6,00 |
Si può osservare che
la resistenza quasi sempre aumenta
con V, ma non sempre,
rimanendo costante
quando la lampadina è alimentata a 4 V, 5 V e 6 V: l'affermazione II non è corretta. Non vi
è
proporzionalità diretta fra differenza di potenziale e intensità di
corrente
poiché non è costante il rapporto fra le due grandezze e anche
l'affermazione I
è sbagliata. L'unica affermazione corretta è la terza.
Quesito 22
Risposta D
Osservando i dati in
tabella si nota anzitutto che
all'aumentare della grandezza
aumenta anche
. Questo
esclude l'alternativa C. Calcolando il rapporto fra i valori della
grandezza
e
quelli
corrispondenti di
si nota che i
rapporti non sono costanti
ed anzi crescono al crescere di
: ciò
esclude le alternative A e B. Il rapporto fra
e
, escluso il
primo punto, fornisce i risultati, approssimati a meno dell'unità: 60,
65, 60,
59, 60, 61. Il rapporto oscilla intorno al valore 60 e quindi
l'equazione che
approssima meglio la relazione fra le due grandezze è quella indicata
in D.
Quesito 23
Risposta E
Infatti le due
lampadine sono collegate in parallelo con
la pila. Inoltre nessuna lampadina è , cortocircuitata.

Quesito 24
Risposta C
Infatti la
riflessione data da una superficie piana
trasforma un fascio di raggi paralleli in un altro fascio di raggi
paralleli
con direzione diversa da quello dei primo, tranne nel caso in cui la
superficie
sia perpendicolare al fascio incidente: in questo caso il fascio
inverte il
verso di propagazione e mantiene la direzione. Degli altri sistemi
proposti
solamente la lastra di vetro trasformerebbe un fascio di raggi
paralleli in un
altro fascio di raggi paralleli ma questa trasformazione mantiene la
direzione,
cosa che vediamo non essere vera nel nostro caso.
Quesito 25
Risposta C
La resistenza di un
tratto di cavo fatto con un conduttore
ohmico dipende dalla sua lunghezza e sezione e dalla resistività dei
materiale
con cui è fatto. Per mettere in evidenza la dipendenza della resistenza
dalla
lunghezza si dovranno adoperare due fili dello stesso materiale, della
stessa
sezione e di lunghezza diversa. Tale condizione è soddisfatta solamente
dalla
coppia R e T.