Il formatore nel 2019: molto più di un insegnante

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Una figura professionale sempre più richiesta è, senza alcun dubbio, quella del formatore, ovvero quell’individuo che propone corsi di formazione per dare valore aggiunto a dipendenti, liberi professionisti ed aziende. Un ruolo che è totalmente mutato nel corso degli anni: oggi, oltre all’aspetto delle conoscenze tecniche, un bravo formatore dev’essere in grado di coinvolgere e comunicare efficacemente con i propri alunni; viceversa, anche nel caso abbia una preparazione teorica eccellente, difficilmente potrà risultare brillante nello svolgimento della propria professione.

Formatori al giorno d’oggi: non solo conoscenze tecniche

In molti, erroneamente, equiparano il ruolo del formatore a quello del professore o insegnante, equiparazione divenuta ormai desueta nel 2019. Chi tiene corsi di formazione, infatti, si trova faccia a faccia con professionisti, che spesso si rivolgono ad esso per migliorare ulteriormente le proprie conoscenze: il rischio di non essere all’altezza della situazione, o rapportarsi con alunni dalla preparazione talmente eccelsa da mettere in difficoltà il formatore, è assai elevato, evento al quale un professore  si trova difficilmente a fronteggiare coi propri alunni. Un’elevata conoscenza teorica, quindi, è assolutamente imprescindibile, anche se non sufficiente.

Oltre alla teoria, è assolutamente indispensabile – se non primario – disporre di un’elevata capacità comunicativa, entrando in simbiosi con gli alunni ed evitare che il loro grado di attenzione vada scemando, aspetto, quest’ultimo, che si riscontra spesso nei corsi aziendali obbligatori, dove i dipendenti sono costretti  a partecipare ai corsi di formazione dal proprio datore di lavoro. Avviene soventemente che i formatori anche in ambiti molto tecnici, come quello della sicurezza del lavoro o finanziario, decidano di partecipare a corsi di aggiornamento e formazione relativi al mondo della comunicazione. E anche le grandi aziende, nel momento in cui decidono di affidarsi ad un professionista del settore, tendono a far cadere la loro scelta su figure formate anche in questo ambito.

La retribuzione del formatore: svendersi non è una buona tattica

Diventare formatore, quindi, richiede un elevato numero di doti e capacità, un lavoro sempre più richiesto, divenuto ormai d’eccellenza nel mondo moderno. Ma quali strumenti possono aiutare il formatore a rimanere al passo coi tempi? Essere iscritto ad un’associazione formatori professionisti, pur non essendo obbligatorio, rappresenta indubbiamente un aiuto assai valido per chi opera in questo settore. Iscriversi a queste associazioni, infatti, dà modo di accedere ad un numero elevati di seminari e corsi in grado di migliorare ed aggiornare costantemente le proprie competenze, oltre ad avere maggiori chance a livello professionale grazie ai numerosi contatti che, nella maggior parte dei casi, queste organizzazioni mantengono col mondo imprenditoriale e della pubblica amministrazione.

Migliorare le proprie conoscenze, inoltre, consente anche di migliorare la propria retribuzione. Secondo una recente analisi di mercato, un formatore riceve mediamente uno stipendio di €.2500 mensili, ma la cifra si trasforma radicalmente quando queste figure sono più avviate, arrivando anche ad una media di €.6000,00. Chi muove i primi passi, quindi, tende ad avere un onorario più basso, ma è consigliabile non abbassare eccessivamente la parcella: svendersi, infatti, potrebbe nuocere all’immagine del formatore stesso, che potrebbe essere considerato poco preparato a causa dei prezzi eccessivamente bassi.