Valvole termostatiche, ecco perché permettono di risparmiare così tanto

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In Italia l’obbligo è entrato in vigore solamente nel dicembre di due anni fa, mentre in altri Paesi vigeva già da diverso tempo. Stiamo parlando dell’installazione delle valvole termostatiche su ogni radiatore e termosifone che si trova all’interno di un appartamento che può contare su un sistema di riscaldamento centralizzato.

Cerchiamo di capire meglio, come funzionino realmente tali valvole, e quale sia il vantaggio che comportano una volta installate sui radiatori, indipendentemente dalla tipologia scelta per il proprio ambiente domestico. Ultimamente, tante persone virano sui termosifoni alluminio prezzi, particolarmente resistenti e convenienti dal punto di vista economico.

Le valvole termostatiche consentono di cambiare la portata dell’acqua calda

Queste valvole si caratterizzano per permettere di modificare la portata dell’acqua calda che viene diffusa all’interno dei radiatori e, di conseguenza, cambiare anche l’intensità del calore che viene emessa da questi ultimi all’interno dell’ambiente in cui sono stati applicati.

In gran parte dei casi, le valvole termostatiche presentano una manopola in cui è riportata una numerazione da 0 a 5 oppure da 1 a 5, che permette di selezionare una temperatura differente in base alla stanza e all’utilizzo che ne viene fatto in famiglia. Giusto per fare un esempio, nel caso in cui si tratta di un locale che viene utilizzato poco di frequente, come il bagno di servizio, non è necessario tenere sempre il riscaldamento al massimo, ma si può abbassare o addirittura spegnere.

Ecco, quindi, quali sono i gradi che vengono diffusi dal termosifone in base al livello che viene impostato. Con il valore 1, la temperatura sarà pari a 10 gradi centigradi, con un valore pari a 2, invece, la temperatura sale a 15 gradi. Con il valore 3, invece, si arriva a 20 gradi, con il livello 4 si sconfina fino a 25 gradi, mentre sul livello 5 viene erogato il calore più elevato possibile.

In poche parole, tutto questo vuol dire che, mantenendo la valvola impostata sul 3, dopo che nella stanza in cui si trova il radiatore, vengono raggiunti i 20 gradi centigradi, ecco che il termosifone subisce di fatto un isolamento da parte dell’impianto centrale, bloccando il sistema di riscaldamento per quella specifica stanza fino al momento in cui la temperatura non sarà scesa di nuovo sotto i 20 gradi.

La funzione del contabilizzatore di calore

In compagnia delle valvole, si verifica anche l’installazione del contabilizzatore di calore, che viene chiamato anche ripartitore oppure contacalorie. Si tratta di un dispositivo che serve ad effettuare la misurazione del quantitativo di calore che viene reamente consumato da parte dell’utenza.

Interessante mettere in evidenza come la lettura dei consumi, nei modelli base, avviene una volta ogni dodici mesi con l’intervento di un tecnico, mentre i modelli più avanzati e recenti si possono leggere anche direttamente tramite wireless. I contabilizzatori permettono, quindi, di suddividere i vari costi per il riscaldamento in due differenti quote. Una quota fissa che si deve corrispondere in relazione ai millesimi di riscaldamento dell’appartamento e una quota variabile che deve essere calcolata in base al consumo all’interno dell’abitazione.