Pace fiscale: in cosa consiste?

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Con la Legge di Bilancio 2019 il Governo ha voluto agevolare tutti i contribuenti che non hanno versato tributi e tasse nel termine stabilito, per sopravvenute difficoltà economiche.

L’agevolazione, come vedremo, consiste in uno sconto sul debito di partenza e nella cancellazione automatica di tutte le cartelle con un importo fino a mille euro.

Chi può essere agevolato dalla pace fiscale

Lo Stato offre ai contribuenti che si trovano in “una grave e comprovata situazione di difficoltà economica” la possibilità di estinguere tutti i debiti con il Fisco, scorporando dalla cartella esattoriale gli interessi di mora e le sanzioni che sono maturati a causa del ritardo.

Unica condizione per rientrare nell’agevolazione, è che il contribuente non oltrepassi la soglia Isee di riferimento, che è pari a € 20.000 su base familiare.

Rientrano nell’agevolazione anche coloro che, congiuntamente alla presentazione della domanda per accedere alla pace fiscale, abbiano richiesto di essere sottoposti alla procedura di liquidazione dei beni per sovrindebitamento, ex articolo 14-ter della Legge, n. 3/2012.

Quali cartelle rientrano nella pace fiscale

Rientrano nel provvedimento tutte le cartelle esattoriali notificate da Equitalia, già Ade Riscossione, dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017.

Parliamo di cartelle da mille euro in poi per pendenze che derivano dal:

– Mancato versamento delle imposte che risultano dalle dichiarazioni annuali o dagli accertamenti ai fini Iva o Irpef.

– Carichi nascenti dall’omesso versamento dei contributi per gli iscritti alle casse previdenziali professionali.

– Gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi Inps.

I contribuenti che sono interessati all’agevolazione dovranno versare a titolo di capitale e di interessi:

– Il 16% sulla somma iniziale se l’Isee familiare è inferiore a 8.500 €.

– Il 20% se l’Isee è compreso tra 8.500 e 12.500 €.

– Il 35% se l’Isee è superiore ai 12.500 € e non supera i 20.000 €.

La somma dovrà essere versata in un’unica soluzione entro il 30 novembre 2019, ma è possibile anche chiedere un rateizzo.

La dilazione prevede il pagamento di una prima parte, pari al 35%, da versare entro il 30 novembre 2019, il 20% entro il 31 marzo 2020, il 15 % entro il 31 luglio 2020, un altro 15% entro il 31 marzo 2021 e l’ultimo 15% entro il 31 luglio 2021.

In questo caso, però, alla somma base verranno aggiunti gli interessi pari al 2% annuo.

Pace fiscale anche per le liti tributarie

Con la pace fiscale 2019 il contribuente ha anche la possibilità di chiudere le liti pendenti che sono in corso con l’Agenzia delle Entrate.

Si parla di processi in ogni stato e grado di giudizio purché:

– il ricorso in primo grado sia stato notificato entro e non oltre il 24 ottobre 2018;

– al momento della domanda per la definizione agevolata non vi sia stata sentenza definitiva.

Il contribuente che decida di usufruire di questa possibilità, beneficia di una riduzione che può giungere fino al 95% della somma oggetto del contenzioso.

Cosa deve fare il contribuente?

Il contribuente che è consapevole di avere delle pendenze con il fisco, deve iniziare a verificare la sua situazione da subito.

Un’analisi preliminare è fondamentale, in primo luogo, per eliminare le cartelle fino a 1000 euro.

La normativa specifica che quando si parla di cartelle fino a 1000 € si intende il valore di ogni singola “cartella” e non di più cartelle sommate tra loro.

Inoltre è necessario verificare la presenza di cartelle cadute in prescrizione, e dunque da non pagare.

Ogni contributo, infatti, ha un termine di prescrizione diverso dall’altro che va considerato e analizzato, ricordando che essa non scatta mai d’ufficio, ma deve essere fatta valere con appositi strumenti.

Per controllare la propria posizione ci si può rivolgere ad un commercialista o recarsi presso l’Agenzia delle Entrate più vicina, che darà le opportune spiegazioni per accedere al loro sito web ed ottenere tutte le informazioni.